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L’omicidio degli innocenti banalizzato con uno sketch da clown.

“Questa è la verità. Io so che non sarei un pagliaccio oggi in TV, se non fosse stato per l’aborto effettuato il giorno prima del mio ventitreesimo compleanno. Essendo un argomento duro da trattare, faremo dei numeri da pagliaccio per renderlo più appetibile. Wee! Hey, chi vuole un palloncino?

Speravo di non dover parlare di questo, dato che l’aborto che ho avuto a 23 anni è una faccenda personale per noi clown. Ma c’è un sacco di gente in questo Paese che ne vuole ancora discutere, anche se l’aborto è stato legalizzato nel 1973 grazie alla Clown vs Wade [ironizzando sulla sentenza Roe vs Wade ndr.].

A meno che un pagliaccio non sia stato vittima di qualcosa di triste come un clown-cest [gioco di parole tra “clown” e “incest”, “incesto” ndr.], si pensa che il tuo aborto da pagliaccio non sia un aborto accettabile”.

Queste frasi sono state pronunciate dalla comica Cecily Strong durante l’ultima puntata del “Saturday Night Live”. E l’aspetto che rende ancora più grottesche queste affermazioni è che Cecily Strong era truccata e vestita da pagliaccio mentre faceva il suo sketch, proprio per rendere più “appetibile” l’argomento.

Ma è veramente opportuno renderlo “appetibile”? Non sarebbe meglio dire semplicemente la verità sull’aborto? Che esso comporta la morte di una persona innocente e indifesa?

Quest’opera di banalizzazione ad opera dei media vuole far credere che l’aborto sia una passeggiata, una cosuccia da nulla, che non abbia strascichi, anzi, che sia necessario per continuare a coltivare la propria indipendenza, la propria libertà. Che avere un figlio implichi la fine della propria vita. Mentre di fatto implica sicuramente la fine di una vita, ma del bimbo che è nel grembo materno.

Lo sketch di Strong può essere tranquillamente classificato all’interno di un meccanismo tipico della finestra di Overton, finalizzato a rendere accettabile un’idea che precedentemente era assolutamente inaccettabile. E, siccome le idee hanno sempre conseguenze, il passo successivo è la tutela legale e concreta di quelle idee. In questo caso, si tutela legalmente la possibilità di sopprimere i propri figli. I media hanno un ruolo decisivo in questo.

Ma i promotori dell’aborto hanno da sempre un nemico ostico: la realtà. Come riporta LifeNews.com a commento dello sketch del SNL:

“Sebbene il pubblico abbia riso per quelle che difficilmente si potrebbero definire battute, la loro risata è suonata estremamente disturbante e fuori luogo. Gli abortisti stanno disperatamente cercando di rendere divertente l’omicidio dei neonati, ma le loro battute risultano piatte.

La maggior parte degli Americani riconosce che l’aborto è una faccenda seria. I sondaggi trovano costantemente che la maggior parte degli Americani si oppone all’aborto e supporta la legge che protegge i bambini non ancora nati nella maggior parte delle circostanze. Molti sondaggi recenti mostrano il sostegno a favore della legge del Texas che protegge i bambini proibendo praticamente tutti gli aborti.

Anche molti degli Americani che sostengono la legalizzazione dell’aborto in determinate circostanze riconoscono che non è una questione da prendere alla leggera. Sembrano cogliere la verità, ossia che l’aborto uccide un bambino, un essere umano unico e insostituibile.”

Cecily Strong durante lo sketch ha ovviamente criticato la Heartbeat Law del Texas, che proibisce l’aborto dal momento in cui il battito cardiaco del bambino è rilevabile, intorno alle sei settimane di gravidanza. Ma a differenza delle chiacchiere trite e ritrite degli abortisti, il Texas non solo ha promulgato una legge che ha dimezzato il numero di aborti, ma si è impegnato concretamente, facendo notevoli investimenti a favore della vita:

Negli ultimi anni, il Texas non ha solo tracciato la rotta su come far rispettare le leggi a favore della vita, ma ha aperto la strada su come prendersi cura della vita prenatale fin dai primi giorni. […] Il Texas ha investito con successo 100 milioni di dollari in finanziamenti pubblici per programmi e servizi che vanno alla radice dei problemi che alimentano l’aborto. Questo nonostante l’opposizione della lobby dell’aborto, che ha lavorato contro gli interessi delle madri, cercando di impedire loro di impegnarsi con strutture di assistenza non violenta [equivalente dei CAV italiani ndr.], di accedere a risorse gratuite per genitori o anche di conoscere gli effetti a breve e lungo termine che l’aborto potrebbe avere su di loro dovessero decidere di procedere con esso. […] Il Texas ha aperto la strada alla protezione della vita nella legislazione, abbinando lo stanziamento di $ 100 milioni del bilancio statale alle risorse materne e familiari attraverso il programma Texas Alternatives to Abortion (A2A) con la Texas Heartbeat Law, che riflette la strategia comune del movimento pro-life per abolire l’aborto: rendere l’aborto non fruibile e impensabile.”

Restare saldi nella Verità. Combattere la buona battaglia. Questo è quello che ci viene chiesto.

Marco Pirlo

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