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L’aborto sconvolge le donne, fino al suicidio.

Riportiamo qui di seguito la traduzione di un articolo del 2013 che però è tremendamente attuale e, anzi, la situazione potrebbe anche essere di gran lunga peggiore, visti i recentissimi sviluppi nelle legislazioni mondiali sull’aborto, nonché l’ulteriore liberalizzazione dell’aborto chimico. L’aborto primariamente uccide un essere umano innocente ma, tragicamente, distrugge la vita anche di tante donne che lo praticano.

Gruppi ed organizzazioni pro-choice, come Planned Parenthood, sostengono che l’aborto sia un bene per la donna e che non sia causa di problemi psicologici ed emotivi. Lo slogan di Planned Parenthood “Care. No matter what” (“Prendersi cura. A qualunque costo” ndr.) implicherebbe che i suoi dipendenti siano interessati alle donne e ad aiutarle in circostanze difficili. Dal loro sito si afferma: “le ricerche rivelano che le reazioni emotive agli aborti indotti legalmente siano per lo più positive, indicando inoltre come i problemi psicologici causati dall’aborto siano rari e meno frequenti rispetto a quelli che seguono il parto”.

Purtroppo le statistiche dicono ben altro.

Due studi finlandesi[1] dimostrano come le donne che hanno abortito hanno una propensione al suicidio 6/7 volte superiore rispetto a quelle che hanno partorito. Questi studi sono basati su certificati di morte, utili ad accertare la morte per suicidio, e su ulteriori certificati medici, utili ad indagare quante di queste donne avessero abortito. Il fatto che lo studio si basi su dati medici è molto importante a causa del fenomeno del “recall bias”, che si verifica nel momento in cui viene richiesto direttamente o tramite questionari all’intervistata se abbia mai abortito. Molto spesso, a causa dello stigma legato all’aborto, le donne non rispondono onestamente e la tendenza a nascondere di aver abortito spesso falsa i risultati degli studi. Pertanto quelli basati su dati medici piuttosto che su interviste sono da considerare più attendibili. I dati oggetto degli studi sono relativi all’anno che segue l’aborto, quindi rivelano solamente la punta dell’iceberg di quei turbamenti che l’aborto causa e che possono portare al suicidio. Molte testimonianze, infatti, rivelano che i disturbi legati al lutto e al dolore causati dall’aborto possano emergere dopo alcuni anni: durante l’ecografia per una gravidanza che si sta portando avanti, guardando foto di bambini abortiti o cullando il figlio di un amico. Questi eventi possono scatenare rimpianto, depressione e sentimenti suicidi.

Anche altre statistiche mostrano che il tasso di suicidio è più alto per le donne che hanno abortito. Tra le donne in età fertile è di 11,3 su centomila.

Fra le donne che hanno abortito il tasso di suicidio è di 34,7 [su centomila ndr.], mentre fra quelle che hanno partorito il tasso è di 5,9 su centomila. Pertanto il parto sembrerebbe rappresentare una sorta di protezione rispetto al suicidio. Forse le donne che portano a termine la gravidanza trovano una ragione per vivere nei loro figli o non sono pronte a causare loro sofferenze commettendo un suicidio. In ogni caso partorire sembra essere un evento che allontana le donne dall’idea di togliersi la vita, mentre l’aborto è causa di un maggior tasso di suicidi.

Poco dopo la pubblicazione degli studi finlandesi, alcuni ricercatori in Gran Bretagna hanno condotto un sondaggio su dati medici relativi agli aborti ed hanno trovato una correlazione simile fra aborto e suicidio. Hanno rilevato un tasso di suicidio dell’8,1 per mille donne che hanno abortito, contro l’1,9 per quelle che hanno portato avanti la gravidanza.

Le statistiche che riguardano le adolescenti che hanno abortito sono ancora più sconcertanti. Quelle che hanno interrotto la gravidanza negli ultimi sei mesi sono 10 volte più propense al suicidio rispetto alle coetanee che non lo hanno fatto, inoltre questa propensione è dalle due alle quattro volte più alta rispetto a quanto si rileva tra le donne adulte[2].

Lo studio portato avanti dal Dottor David C. Reardon, ricercatore e professionista di salute mentale che si occupa di aiutare donne che hanno abortito, ha evidenziato un tasso di suicidio del 154% tra le donne che hanno interrotto una gravidanza[3]. Durante le interviste per il suo libro “Aborted Women: Silent no more”, ha rilevato come il 60% delle donne abbia sperimentato istinti suicidi dopo l’aborto, di queste il 28% hanno effettivamente tentato il suicidio.

Queste ricerche sono state portate avanti su donne che si erano pentite in seguito all’aborto, quindi questa tendenza non può essere estesa a tutte le donne che hanno interrotto la gravidanza, tuttavia una percentuale del 60% non può essere ignorata.

Un altro sondaggio, pubblicato su Women’s World, ha evidenziato che il 45% delle donne che hanno abortito ha provato istinti suicidi[4].

Questi sono solo alcuni dei dati che mettono in relazione aborto e suicidio. Le organizzazioni pro-vita hanno bisogno di raggiungere tutte le donne che hanno abortito e dare loro sostegno.

Fonte: NRL News Today

Traduzione a cura di

Fulvia Favale


[1] Gissler, Hemminki & Lonnqvist, “Suicides after pregnancy in Finland, 1987-94: register linkage study,” British Journal of Medicine 313:1431-4, 1996; and M. Gissler, “Injury deaths, suicides and homicides associated with pregnancy, Finland 1987-2000,” European J. Public Health 15(5):459 63,2005.

[2] B. Garfinkel, et al., “Stress, Depression and Suicide: A Study of Adolescents in Minnesota,” Responding to High Risk Youth (University of Minnesota: Minnesota Extension Service, 1986); M. Gissler, et. al., “Suicides After Pregnancy in Finland: 1987-94: register linkage study,” British Medical Journal, 313: 1431-1434, 1996; and N. Campbell, et. al., “Abortion in Adolescence,” Adolescence, 23:813-823, 1988. Vedi “Teen Abortion Risks” Fact Sheet in https://leg.mt.gov/bills/2011/Minutes/House/Exhibits/juh65a03.pdf

[3] DC Reardon et. al., “Deaths Associated With Pregnancy Outcome: A Record Linkage Study of Low Income Women,” Southern Medical Journal 95(8):834-41, Aug. 2002

[4] B. Garfinkel, et al., “Stress, Depression and Suicide: A Study of Adolescents in Minnesota,” Responding to High Risk Youth (University of Minnesota: Minnesota Extension Service, 1986); M. Gissler, et. al., “Suicides After Pregnancy in Finland: 1987-94: register linkage study,” British Medical Journal, 313: 1431-1434, 1996; and N. Campbell, et. al., “Abortion in Adolescence,” Adolescence, 23:813-823, 1988

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