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22 gennaio 2021, 48° anniversario del silenzioso genocidio nell’occidente

Come sappiamo, il 22 gennaio s’è festeggiato il 48esimo anniversario della sentenza della corte suprema degli Stati Uniti, la famigerata “Roe v. Wade”.

La stessa sentenza che costruì la base per far odiare quell’essere che gli abortisti definiscono “grumolo di cellule”, e per invadere gli animi umani di quel cinismo verso la vita umana, che si sta allargando sempre più. Tale cinismo si sta diffondendo non soltanto grazie ai fautori del controllo delle nascite e della mercificazione della vita umana, ma anche grazie ai complici, ben consapevoli della propria cooperazione al male, che agiscono occultamente.

Accanto a questi ultimi operano gli inconsapevoli, innumerevoli masse che pensano di incutere terrore a chi non la pensa come loro, costituite da persone che hanno abdicato da tempo all’uso della ragione, proprio come voleva chi amministra la macchina della morte. Usurpatori della democrazia e dell’informazione, cinici ugualitari che, pur non sapendo nulla, parlano lo stesso pensando di sapere tutto, antiteticamente al famoso detto socratico.

A distanza d’anni, la situazione è gradualmente peggiorata e chi è consapevole dell’esistenza, nel grembo materno, di un concepito innocente, un essere umano a tutti gli effetti, e tace dinnanzi all’ingiustizia in nome di una immaginaria uguaglianza umana, ebbene, non ha mai smesso di ridere, e ora riderà ancora di più, per quello che sta per accadere con l’amministrazione del neo-presidente eletto Joe Biden.

In questo 2021, abbiamo dinnanzi al mondo un presidente che si definisce cattolico, per la pace e contro l’odio ma che, sotto gli occhi di tutti, anche dei silenziosi media di regime, nasconde una condanna non soltanto per chi vive all’interno del continente nord-americano, ma anche fuori dai confini. Basti pensare al ritorno di convogli militari nelle zone del nord-est della Syria per combattere l’eterno “nemico giurato” della democrazia missilistica, Bashar Al-Assad.

Fino ad arrivare alla proposta di trasformare la sentenza Roe v. Wade in norma da applicare in tutta la Federazione. Così facendo, con l’appoggio della collaborazionista Vice-Presidente Kamala Harris, la norma andrebbe a togliere potere ai parlamenti locali di tutti gli stati, bloccando i tentativi di rendere illegale l’aborto, o di moderarlo, come già alcuni Stati hanno fatto in passato, per eliminare, a detta sua, ogni blocco che possa intralciare il “progresso”. Anche se Stati come quello di New York, invece di moderare la pratica abortiva, l’hanno resa ancor più disumana di quanto potessero fare i nazisti nei campi di concentramento rendendo accessibile l’aborto fino al nono mese di gravidanza. (E, giusto per la cronaca, durante la firma della legge, s’udirono delle malsane risate nel parlamento newyorkese da parte dei presenti). Una vera crudeltà davanti agli occhi del mondo che cade in quella stessa tomba situata nel giardino del degrado umano.

L’America è una terra duramente colpita dopo il golpe della sinistra radicale ai danni dell’ormai ex-presidente Donald Trump, colui che ha cercato di fermare il massacro, colui che è riuscito a far insediare Amy Coney Barrett alla Corte Suprema, dando speranza alla frangia pro-life americana.

Il futuro della Federazione a stelle e strisce è incerto sotto il mandato Biden, un mandato non autonomo, controllato da chissà chi.

Come diciamo sempre, l’obiettivo è abbattere la menzogna e ridare peso a quella verità che viene continuamente demonizzata dalle masse e dai media di regime. Tuttavia dobbiamo essere sempre consapevoli che il male non può nulla contro il bene. Quando il male attacca, il bene è sempre pronto a difendere e a contrattaccare. Quando Satana tenta d’affondarci, Dio ci salva.

Michele Porta

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