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Sorda dalla nascita, ha rischiato di essere abortita. Oggi dice: “Sono felice della mia vita”

Riportiamo qui di seguito una bellissima testimonianza che mostra come l’eugenetica insita nella pratica abortiva priva tantissime persone di una vita bellissima che può costituire un dono per sé e per gli altri!

Ciao a tutti cari Universitari per la Vita,

Questa è la testimonianza che vorrei urlare al mondo intero, ma purtroppo mi trovo costretta a scegliere l’anonimato per evitare di ledere all’altrui privacy. C’è chi pensa che io sia figlia di un Dio minore e invece io non lo penso affatto. Per il mondo sono nata sorda, ma per me non sono altro che un pò “diversa” da ciò che la normalità impone. Anche perché come spesso si dice, siamo tutti uguali di fronte a Dio. Eppure appartengo alla categoria dei figli “non voluti”.

Fu così che il mio arrivo sulla terra, dopo la scoperta della mia sordità dovuta a cause genetiche non fu accolto nel migliore dei modi. Infatti per gli altri ero un errore, un pezzo difettoso della fabbricazione umana, ossia un “burattino rotto” diverso da ciò che la normalità impone. Era una sera come tante, intorno ai 10 anni di età quella in cui stavo discutendo con mia madre. – HO RINUNCIATO A UN FIGLIO PER TE – furono le parole agghiaccianti che una bambina fu costretta a sentire.

Nel frattempo la osservai sbigottita, con l’ingenuità di una ragazzina che ancora non conosceva il valore inestimabile della vita. – Perché? – mormorai. – Perché era sordo – sbottò mia madre. Le sue parole si scagliarono come lame di coltelli nel mio petto. Le ferite divennero fiumi di lacrime che all’improvviso annebbiarono il mio volto. Era SORDO. Come me e tanti altri. – Non devi piangere figlia mia, era solo un grumo di cellule. Stai tranquilla, lui non è mai morto così come non è mai nato -. “MAI MORTO E MAI NATO” sarebbe stata la giustificazione all’orrore che quella donna ha commesso. -L’ho fatto perché ti amavo – mormorò mia madre. Mi amava … a tal punto da confondere la vita con la morte. “PERCHE’ ERA SORDO”, come me. Questa sarebbe stata la ragione per cui non ha potuto nascere. Eppure alla mia nascita nessuno sapeva della mia sordità.

Oggi ho 22 anni e nonostante tutte le difficoltà che ho dovuto attraversare, non ho mai permesso alla mia sordità di pormi dei limiti, ma ogni giorno li combatto per superarli. Tutte le volte che incontro altre persone sorde come me, le guardo negli occhi e trovo in loro la luce del fratellino perduto. Eppure quando alzo gli occhi al cielo ringrazio Dio, per essere ancora viva, per avermi strappata all’atroce martirio dell’aborto e prego nella speranza che possa perdonare mia madre per l’orrore che ha commesso, nonostante non abbia mai ricevuto le sue scuse. Gli ho promesso che mi impegnerò a vivere anche per lui, nella speranza che un giorno possa rinascere dalle mie carni, che il buon Dio possa restituirgli la vita innocente che gli è stata tolta. In fondo lei era vittima di quella convinzione nata dall’ignoranza di chi sostiene che la disabilità sia una condizione di infelicità.

Sicuramente la vita per noi sordi non è spianata, ma ci richiede qualche ostacolo in più che con la forza dell’amore si può superare. Ormai il passato non si può cambiare e nessuno potrà riportarmi indietro nel tempo per riprendermi quello che ho perso. Per questo voglio rendere questo fatto un punto di forza, per far sì che la sofferenza di mia madre possa evitare quella di molte altre donne per mezzo della mia testimonianza, per rassicurarvi che anche per noi esiste la felicità, con diverse strade per raggiungerla. Lei porterà per sempre sulla coscienza il peso di un bimbo morto e altro che grumo di cellule, quello pesa come un’incudine che si schiaccia sul petto fino a sprofondare nell’abisso del dolore più profondo. Allo stesso tempo porto con me un vuoto incolmabile, inafferrabile. Tanto dolore per cosa? Se avete paura di avere un bambino “diverso” dalla noma abbiate il coraggio di chiedere aiuto a chi conosce con il CUORE il mondo della disabilità. Chi ci conosce bene sa che non siamo né inferiori né diversi e che ognuno di noi è speciale e unico nel suo genere.

Anche un sordo ha una dignità pari agli altri. Purtroppo le nostre orecchie non funzionano, ma abbiamo un cuore che sa ascoltare benissimo. Anche un sordo sa amare, Anche un sordo sa vivere, E soprattutto… ANCHE IL BAMBINO SORDO HA DIRITTO ALLA VITA. Avere uno o più figli con una diversità è l’inizio di un viaggio che arricchisce se stessi. Amate e accettate i vostri figli per quello che sono, prima che la vita vi porti a rimpiangere ciò che avete perso.

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