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Buone notizie da USA e Polonia … si avvicina il rovesciamento delle leggi abortiste?

Si dice spesso che la notte porta consiglio: ciò è senza dubbio vero in moltissimi casi e, nella fattispecie, circa l’origine di quest’articolo. Recentemente, proprio di notte, mi è capitato, infatti, di discutere con un’amica polacca a proposito delle violente proteste che funestano il suo Paese in seguito ad un pronunciamento della Corte Costituzionale, che vieta l’aborto anche nei casi di malformazione del bambino nascituro. Non è, però, su questo argomento che intendo soffermarmi, se non per riaffermare brevemente il vero principio cardine su cui tutto si fonda, ovvero che è sempre immorale ed illecito uccidere l’innocente, quale che sia la sua condizione fisica (che, è bene riaffermarlo per quanto sia ovvio, non può mai costituire reato in nessun ordinamento giuridico normale). Tanto più che i progressi della scienza moderna rendono i medici sempre più in grado di salvare la vita sia della madre che del bambino, anche in circostanze emergenziali per cui, tra l’altro, l’aborto non è mai una “terapia”, non essendo il bambino una malattia. Di conseguenza, rebus sic stantibus, l’aborto (inteso come uccisione deliberata e medicalmente attuata di un essere umano innocente prima della nascita [1]) non è mai giustificabile e bene ha fatto la Corte Costituzionale polacca a ricordarlo pubblicamente.

Ebbene, proprio mentre questi eventi accadevano (e accadono tuttora) in Polonia, negli Stati Uniti è ormai giunto a compimento il procedimento di nomina alla Corte Suprema americana di Amy Coney Barrett (già collaboratrice del fautore dell’“originalismo giuridico”, Antonin Scalia), scelta dal Presidente Donald Trump dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg. In linea di principio, non si può che essere soddisfatti di tale nomina: il nuovo Giudice, cattolica e madre di 7 figli è, infatti, nota per le sue posizioni chiare in difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale.

Non stupisce, comunque, in un momento storico in cui i grandi temi della bioetica sono al centro del dibattito internazionale anche grazie alle manifeste scelte di campo “pro-vita” dell’amministrazione Trump [2], che la nomina della Barrett abbia scatenato notevoli proteste. Queste, dovute in parte al fatto che, a meno di una modifica dell’assetto della Corte in caso di vittoria del democratico Biden o di “acrobazie dottrinali” da parte dei Giudici, gli equilibri del massimo organo giuridico statunitense sembrano nettamente spostati a destra per i prossimi decenni, si legano e, direi, si esplicitano nell’odio verso le posizioni di Amy Coney Barrett in materia di aborto [3]. Con il suo insediamento alla Corte Suprema, infatti, potrebbe davvero concretizzarsi un rovesciamento della celebre sentenza “Roe vs Wade” del 1973 e la conseguente abolizione del presunto diritto all’aborto nella più grande potenza mondiale.

Il tempo chiarirà molte cose anche in questo caso, così come le chiarirà (a brevissimo termine) sul risultato delle elezioni americane, altro ambito sul quale la Barrett potrebbe giocare una partita fondamentale.

Date queste premesse quali potrebbero essere le conseguenze per l’Occidente e, in particolare, per l’Italia? Qualora non ci fossero sconvolgimenti ed il terreno internazionale, sebbene minato dalle difficoltà, continuasse a mostrarsi propizio, potrebbero certamente radicarsi ben più profondamente anche da noi movimenti ed azioni concrete in difesa della vita e della dignità umana senza compromessi, dal concepimento alla morte naturale. Qualora, invece, tali sconvolgimenti vi fossero, bisognerebbe essere comunque pronti a testimoniare la verità sull’essere umano, forti e consapevoli dei progressi che si sono fatti in questi ultimi anni.

Vedremo allora come si comporteranno Amy Coney Barrett ed i suoi nuovi colleghi: in ogni caso, quella della sua nomina alla Corte Suprema americana è di per sé una buona notizia.

Florio Scifo

[1] Per brevità non è possibile prendere in considerazione qui le opinioni di chi ritiene che prima della nascita non ci sia vita umana o che questa cominci ovvero finisca in momenti arbitrariamente stabiliti dalla legge e diversi dal concepimento e dalla morte naturale. Tali opinioni sono comunque prive di fondamento e contraddittorie, così come palesemente contraddittorie sono le leggi che su di esse si fondano.

[2] Molte persone, in particolare, contestano alle affermazioni pro-vita di Trump una certa ipocrisia, per non aver nel contempo risolto i terribili conflitti medio-orientali scatenati dai suoi predecessori. Ciò, però, non tiene debito conto del fatto che con lui al potere non sono praticamente state scatenate nuove guerre; che molte altre sono state evitate e che gli Stati Uniti, indipendentemente dalle opinioni di chi li presiede temporaneamente, sono pur sempre una potenza imperialista, che non può ammettere l’esistenza di altre potenze, ancorché regionali, che ne ostacolino gli interessi esteri.

[3] Tra le varie correnti opposte alla Barrett va menzionata almeno quella dei cosiddetti “cattolici adulti”, a cui si ascrive pienamente anche il candidato democratico Joe Biden. Sono, questi ultimi, se-dicenti cattolici che ritengono di poter adattare il Magistero immutabile della Chiesa alle proprie opinioni ed esigenze contingenti. Si tratta di una linea di pensiero che, per quanto largamente diffusa anche presso una certa parte della gerarchia cattolica, entra letteralmente e metaforicamente in contrasto, tra l’altro, con l’affermazione evangelica per cui “se non diventerete come i bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”, ovvero con l’esigenza di avere un cuore puro ed idee chiare, specialmente sui temi (bio)etici (cfr. anche “sia il vostro parlare ‘sì sì, no no. Tutto il resto viene dal demonio’”).

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