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Tumulti in Polonia. Il fronte abortista è determinato … e noi pro-life?

Recentemente, in Polonia, il fronte pro-life ha ottenuto una grande vittoria proclamando l’incostituzionalità dell’aborto eugenetico. Questo ci ha mostrato come chi combatte può ottenere anche grandi risultati se ci crede davvero. Tuttavia, in questi giorni, la Polonia è scossa da una serie di tumulti e manifestazioni violente da parte del fronte abortista che non può tollerare un simile “vulnus” alla legislazione sull’aborto nel proprio paese.

Il momento culminante di tali manifestazioni, che hanno visto precedentemente coinvolte altre città polacche, è stato il raduno nella capitale, Varsavia, che ha riunito in piazza decine di migliaia di persone. Tale evento, al di là degli slogan sessantottini totalmente privi di senso dei partecipanti, avrà sicuramente degli effetti in Polonia e ci auguriamo solo che la Corte non ritorni sui propri passi per paura della violenza abortista. Questo è esattamente il momento di stringere i denti, tenere duro e andare fino in fondo.

Questi eventi non possono non interrogarci profondamente. Nella mobilitazione abortista possiamo vedere tracce evidenti di almeno tre fattori che voglio riassumere qui di seguito.

Gli abortisti non scendono a compromessi

Le manifestazioni violente sono partite subito dopo l’introduzione delle nuove restrizioni sulla legislazione abortista. Perché? Perché gli abortisti non possono tollerare neanche un solo passo avanti del mondo pro-life. In un certo senso, potremmo dire, non scendono a compromessi e non sono disposti ad accettare neanche una virgola che possa consentire di salvare concepiti innocenti. Da loro non si sentiranno mai discorsi del tipo “tutto sommato quella introdotta è una buona legge perché ancora consente l’aborto in caso di stupro e incesto”. No. Loro hanno come obiettivo la totale liberalizzazione dell’aborto, in tutta l’estensione del periodo della gravidanza e per qualunque motivazione. Poco importa che la legge ancora permetta l’aborto in “qualche caso”.

Gli abortisti mobilitano grandi folle e invadono la pubblica piazza

La mobilitazione degli abortisti polacchi non ha coinvolto qualche persona, ma una moltitudine di persone. Non solo … è stata pubblica, perché pubblicamente andava manifestato il proprio sdegno per tutto ciò che si frappone fra loro e ciò che, nella loro testa, sono dei “diritti” conquistati con tanta fatica. Il fronte pro-morte sa bene che solo invadendo la pubblica piazza può farsi sentire dai legislatori, può destabilizzare gli equilibri del paese, può ottenere che la propria voce, per quanto empia, venga ascoltata. Gli abortisti non si limitano a fare discorsi fra quattro mura, comodamente seduti sulle loro poltrone, a discettare di quanto brutta e cattiva sia stata la manovra pro-life. Scendono in piazza, che piova, nevichi, o ci sia il sole, per gridare che andranno avanti per la loro strada.

Gli abortisti sono determinati e non si fermano di fronte a nessuna sconfitta

Dopo l’introduzione delle restrizioni gli abortisti polacchi avrebbero potuto dire che non c’era più nulla da fare, che ormai la legge era stata cambiata e che avevano perso per sempre l’occasione di distruggere le vite innocenti di bambini colpevoli di essere “difettosi e improduttivi”. Questo ragionamento, molto probabilmente, non li ha neanche sfiorati. Non hanno perso tempo e hanno contrattaccato, consci che giocare in difesa non porta i frutti sperati. Come diceva giustamente Tommaso Scandroglio nel libro “Figli di un’etica minore”, se ci si accontentasse di giocare in difesa in una partita di calcio, si subirebbero solo e soltanto goal, finendo dunque per essere clamorosamente sconfitti. Il fronte abortista è perfettamente cosciente della posta in gioco e sa che per “fare goal” deve attaccare, attaccare e ancora attaccare, al di là del fatto che i mezzi per farlo siano leciti o meno.

Queste tre caratteristiche devono necessariamente porre degli interrogativi al mondo pro-life. Quanti di noi sono scesi a compromessi col male, affermando che tutto sommato la 194 va bene così com’è solo perché ci sono degli articoli apparentemente pro-life? Quanti di noi non sono disposti a scomodarsi per invadere la pubblica piazza e manifestare il proprio dissenso nei confronti di una legislazione che in soli 40 anni ha provocato 6 milioni di morti innocenti (e questa è solo la cifra ufficiale)? Quanti di noi, davanti al sopravanzare del fronte pro-morte hanno ritenuto che fosse più saggio arretrare sempre più la linea del Piave nella vana speranza che l’avversario avrebbe poi fatto gentili concessioni a livello politico e sociale?

Carissimi amici, non è il fronte abortista che ci concederà spazio … anzi, ce lo toglierà sempre di più se non ce lo prendiamo. Per fare questo però, è necessario amare la causa pro-life, amare gli innocenti, fino al punto da combattere senza compromessi, con determinazione e perseveranza tenendo sempre a mente l’obiettivo: l’abrogazione delle leggi inique del nostro paese, senza sconti. L’America e la Polonia ci hanno dimostrato che tale approccio è possibile e ottiene frutti. Dobbiamo amare la vita molto più di quanto il mondo abortista ami la morte, altrimenti saremo inevitabilmente destinati alla sconfitta.

Fabio Fuiano

 

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