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La “Heartbeat Law” del Texas ha dimezzato gli aborti, salvando 15000 bambini!

La legge del Texas che impedisce l’aborto di bambini il cui battito cardiaco è rilevabile ne avrebbe già salvati 15,000 da quando è stata istituita 5 mesi fa, secondo le statistiche del Texas Health & Human Services Commission (HHSC).

Il Texas Heartbeat Act richiede di controllare il battito cardiaco e proibisce l’aborto se il battito cardiaco può essere rilevato (in genere dalla sesta settimana di gravidanza), salvo eccezioni dovute a ragioni mediche. Si basa su un meccanismo di esecuzione unico nel suo genere, che autorizza “esclusivamente” i privati ​​cittadini a intentare cause civili contro abortisti invece che procedimenti statali. La legge non protegge i bambini prima che abbiano un battito cardiaco rilevabile.

Essa è stata rapidamente impugnata in tribunale, ma la Corte Suprema ha permesso che rimanesse in vigore mentre le argomentazioni contrarie si fanno strada nei tribunali di grado inferiore. Nel frattempo, la legge ha indotto compagnie come Planned Parenthood e Whole Woman’s Health a sospendere temporaneamente gli aborti dopo le sei settimane nello Stato.

Questa settimana l’HSSC ha pubblicato un report dove si riporta che gli aborti sono diminuiti dai 5,404 di agosto ai 2,197 di settembre 2021 (il mese in cui è entrata in vigore la Texas Heartbeat Law), una riduzione del 60%. Gli aborti quotidiani sono calati da 160 a 70. Alla luce di questo, l’associazione Texas Right to Life (TRTL) stima che la legge abbia salvato circa 15,000 bambini dalla sua entrata in vigore.

Questo il commento di Kimberlyn Schwartz, responsabile di media e comunicazione di TRTL:

“Il successo del Texas Heartbeat Act è incarnato da ogni bimbo salvato. Per più di 150 giorni, il nostro lavoro ha salvato un centinaio di bambini al giorno. E questo è solo l’inizio, perché altri Stati stanno cercando di replicare il nostro successo e siamo attenti al caso del Mississippi, dove quest’estate potrebbe esserci il rovesciamento della sentenza Roe.

I critici del Texas Heartbeat Act sono stati irremovibili sul fatto che la nuova legge metterà in pericolo le donne e che, impedendo loro di avere un aborto nella fase iniziale della gravidanza, le costringerà a cercare un aborto di emergenza a gravidanza avanzata. Dall’altro lato, alcuni pro-life scettici dicono che gli abortisti aggireranno la legge continuando a fare il loro lavoro giustificando il tutto come emergenza medica.”

I dati in questo caso parlano chiaro, in quanto nel mese di settembre è stato effettuato un solo aborto nella fase avanzata della gravidanza, e si è trattato di un caso dove era effettivamente in pericolo la vita della madre. Continua Schwartz:

“I dati rivelano che questi timori sono assolutamente infondati. Il fatto che gli aborti di emergenza non siano aumentati dimostra che non ne è aumentata la richiesta e che quindi non possono essere usati come scuse”

In tutta la nazione, i pro-life stanno guardando la Corte Suprema in attesa di un’eventuale risoluzione finale della battaglia legale sulla legge del Texas, che probabilmente alla fine sarà nuovamente appellata ai giudici, così come una sentenza sul divieto di aborto dopo le 15 settimane del Mississippi, che potrebbe comportare un tanto atteso ribaltamento della Roe v. Wade che consentirebbe agli stati di vietare direttamente l’aborto in qualsiasi momento della gravidanza, senza dover fare affidamento su nuovi meccanismi di applicazione come la legge del Texas.

Fonte: LifeSiteNews

Traduzione e adattamento a cura di

Marco Pirlo

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