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Comunicato ufficiale UpV per l’emergenza Coronavirus

Roma, 10 marzo 2020

Piazza Asti 10 

00182 – Roma 

 

Carissimi, 

scriviamo questo comunicato a tutti voi – universitari e liceali residenti in varie parti d’Italia, nonché amici che ci supportate nelle nostre attività – con profondo rammarico e grande dolore. 

Come ormai stiamo vedendo attoniti in queste ore, siamo tutti confinati in quarantena nel nostro amato paese, che oramai è divenuto interamente zona rossa a causa del diffondersi dell’epidemia di Coronavirus. Sappiamo che molti di voi sono dunque provati da molte difficoltà, ma soprattutto da tempo siete privati della grazia dei Sacramenti e della Santa Messa. 

Vi siamo vicini come una vera famiglia, pregando continuamente per voi: infatti, essere Universitari o Liceali per la Vita vuol dire aiutarsi non solo materialmente, ma soprattutto spiritualmente. 

Mai come ora dobbiamo stringerci l’un l’altro in preghiera; con le congiunte disposizioni di Vicariato e Governo, si è resa molto più difficile (e talvolta preclusa) la partecipazione alla Santa Messa in un momento di grave difficoltà per tutta la nazione, e proprio ora abbiamo bisogno dell’aiuto della grazia. 

Infatti, noi pro vita, non abbiamo a cuore unicamente la difesa della vita umana, ma soprattutto quella della vita spirituale nostra e di tutti coloro a noi vicini. 

Ora è importante pregare per le anime dei tanti che stanno morendo in questi giorni e per tutte quelle le persone disorientate dalla lontananza dalla Messa e dai Sacramenti. 

Come se non bastasse, abbiamo poi appreso con sgomento che nel comunicato della Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Rianimazione, reso noto poco tempo fa, a causa dell’emergenza Coronavirus e delle scarse risorse sanitarie, si riporta l’intenzione di creare liste di pazienti che potranno essere sottoposti a trattamenti intensivi, sulla base di chi si pensa abbia “maggiori speranze di vita”; chi invece è già troppo compromesso e quindi considerato non “degno” di ricevere cure (tenendo in considerazione criteri come l’età, la presenza di altre patologie ecc..), non verrà curato. 

Una mentalità del genere è volta a sfruttare in modo meschino una situazione di indubbia gravità con lo scopo di far passare subdolamente istanze eutanasiche nel popolo italiano, volte a dividere le vite in due categorie, degne o indegne, secondo l’arbitrario criterio di “qualità della vita” ed a far morire gli anziani, i più deboli e malati: in questo caso, stiamo parlando infatti di un’eutanasia non consensuale che ricorda proprio l’eugenetica del regime nazionalsocialista, dove alcune persone erano considerate soggetti “inutili”, in quanto anziane o malate. 

Noi pro vita, in particolare noi giovani, abbiamo l’importante dovere di far comprendere agli altri l’indisponibilità della vita umana a prescindere dalle condizioni in cui si trova e che l’obbligo di curare è assoluto, perché ogni essere umano ha la medesima dignità per il solo fatto di esistere! 

Siamo certi che con l’aiuto di Dio e dell’Immacolata questa prova così dura per tutti noi ed i nostri cari avrà presto termine. 

Uniti per la Vita, 

Chiara Chiessi 

Presidente Universitari per la Vita 

Fabio Fuiano 

Vice Presidente Universitari per la Vita 

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