Gli UPV vi invitano a riscoprire la bioetica!

Come sapete, noi Universitari per la Vita ci impegneremo nel seguire un corso di formazione di bioetica qui a Roma. Certamente sei incontri non saranno sufficienti per esaurire tutte le tematiche annesse a questa affascinante disciplina, ma possono offrire degli spunti molto interessanti per poter continuare a condurre la buona battaglia per la vita nel modo più efficiente possibile. La questione “vita” coinvolge nel proprio alveo moltissimi aspetti: da quelli filosofici, sociali, giuridici, morali e antropologici a quelli di carattere scientifico che coinvolgono le vastissime branche della medicina, della biologia e della chimica. È di vitale importanza quindi saper “masticare” in buona misura tali questioni – senza certamente pretendere di diventarne esperti – per poter avere una visione a 360° sulla realtà che ci circonda e per poter sfatare l’illogicità sottostante a tutti i ragionamenti che scaturiscono nell’antitesi della vita. Le ideologie attecchiscono facilmente nella mente umana perché partono da premesse logicamente corrette e traggono conclusioni completamente errate attraverso una serie di arzigogoli retorici che hanno il solo scopo di confondere le idee. Ma la base è quella dei sillogismi. Facciamo un esempio molto semplice e immediato:

“Gli uccelli hanno le ali, le mosche hanno le ali: perciò gli uccelli sono mosche”.

L’attributo dell’avere le ali è senz’altro condivisibile, dato di fatto, tangibile e parte della nostra esperienza sensibile. Eppure la conclusione che si trae, attraverso un furbesco meccanismo di causa ed effetto, è evidentemente sbagliata in quanto tale attributo è condizione necessaria ma non sufficiente affinché due componenti del mondo animale appartengano alla stessa specie. Eppure fin qui le cose sembrano semplici: chiunque facesse un affermazione del genere sarebbe un folle, nessuno gli crederebbe in quanto è esperienza comune che le mosche non sono uccelli.

È quando le sopra citate conclusioni vanno oltre l’esperienza sensibile – ovvero quel che possiamo vedere e toccare – che le cose si complicano. Qui le ideologie trovano terreno fertile: confondere le acque su realtà come l’essenza ed esistenza del concepito o sull’ inviolabilità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale è molto semplice. Basta far leva su assunti che hanno una parvenza di logicità e poi fare buon uso del sentimento che tanto facilmente trascina le folle. Documentarsi e formarsi con questi corsi significa anche acquisire gli strumenti per svelare la reale natura di quei “sillogismi” o assunti che costituiscono quell’ ideologia mortifera oggi così tremendamente diffusa. Una volta smascherati per mezzo della ragione possono essere combattuti e demoliti, non prima. Nel corso di cui abbiamo già pubblicato la locandina si parlerà delle principali menzogne che sono state propinate a uomini e donne che così sono stati privati della loro naturale propensione alla vita facendo credere a tutti che, infondo, l’istinto possa dettare legge e che tale legge sia inviolabile. Secondo tale visione se una madre “sente” il proprio figlio come una minaccia può decidere di negare la sua esistenza; se un uomo “sente” che la propria vita è inutile può tranquillamente porvi fine; così come se un’ adolescente “sente” di poter utilizzare la propria sessualità come strumento meramente ludico può ricorrere tranquillamente a pillole che lungi dall’ essere “semplicemente” contraccettive hanno meccanismi abortivi conclamati.

Il nostro invito è partecipare a queste iniziative anche e soprattutto per rispolverare uno strumento che ha contraddistinto l’essere umano: la ragione. Tale strumento funziona e porta l’uomo alla grandezza se viene usato per ri-conoscere la realtà delle cose. Riscopriamo l’essenza del concepito, la dignità della vita al di là della sua presunta utilità e la bellezza del donarsi reciprocamente in un rapporto aperto alla vita in un viaggio che, attraverso la bioetica, ci faccia riscoprire la verità sull’ uomo e sulla donna.

Fabio Fuiano

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