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Embrione e feto: esseri umani o oggetti qualsiasi?

La domanda è chiaramente provocatoria, ma è proprio ciò che oggi, contro ogni evidenza, logica e scientifica, viene messo in discussione. Riportiamo qui di seguito un intervento molto interessante di una biologa, Sara Pillitteri, che ci spiega l’inconsistenza delle “argomentazioni” pro-choice che negano l’umanità del concepito semplicemente in base a caratteristiche fisiche che ancora non ha ma che svilupperà di lì a poco. Ringraziamo Sara per il suo ottimo sunto!

Riguardo alle parole “feto” ed “embrione” si verifica questo equivoco: si ritiene che questi termini escludano l’umanità, come a dire “se viene chiamato così è evidente che non si tratta ancora di un essere umano”.

In realtà però “feto” ed “embrione” indicano solo diverse fasi dell’ontogenesi umana, dove per “ontogenesi” si intende in generale lo sviluppo nel tempo di un organismo vivente, proprio come le parole “neonato”, “bambino”, “adolescente”, “adulto”, “anziano”.

Insomma, il feto e l’embrione hanno questi nomi per distinguerli dalle altre fasi dell’ontogenesi (il bambino, l’adolescente ecc), non dall’essere umano, altrimenti dovremmo pensare la stessa cosa degli altri termini utilizzati: il bambino non è un essere umano, l’adolescente non è un essere umano, l’adulto non è essere umano.

Ora, la definizione di essere umano può anche essere problematica, ma se consideriamo tanto il bambino quanto l’adulto umani un motivo c’è, ed è che li riconosciamo come fasi della stessa ontogenesi. Stando così le cose, è perfettamente naturale estendere la definizione di umano anche all’embrione e al feto, e possiamo farlo anche senza dover dare una definizione precisa di essere umano. Definizione che serve invece a chi vuole tagliar fuori embrione e feto dalla definizione, e questo è un altro punto su cui gli abortisti prendono una cantonata: una loro posizione tipica è che fino ad una certa fase della gestazione l’embrione/feto non è umano perché ancora non ha delle caratteristiche psicofisiche che avrà invece in fasi di sviluppo successive. In realtà anche prendendo in considerazione solo la vita extrauterina ci rendiamo conto che ogni fase presenta delle caratteristiche proprie che la distinguono dalle altre, altrimenti non saremmo in grado di parlare di bambino, adolescente o adulto perché non vedremmo differenze tra di essi.

Il neonato è in grado di succhiare il latte e respirare contemporaneamente, ma non ha ancora i denti e in testa le ossa craniali non si sono ancora saldate; il bambino ha le ossa craniali saldate ed è anche dotato di denti, ma questi sono da latte e il bambino è sessualmente immaturo e non può più respirare e nutrirsi contemporaneamente come faceva il neonato; l’adulto ha completato da tempo la muta dei denti ed è anche sessualmente maturo, ma non cresce più in statura, ecc.

Stando così le cose, non è possibile stabilire che l’embrione e il feto non sono umani solo perché mancano di alcune caratteristiche che compariranno successivamente.

Come si può vedere dall’immagine ritroviamo gli stessi termini per indicare fasi analoghe nello sviluppo di altri animali, qui vediamo lo sviluppo di un topo (Mus musculus) che passa per le fasi embrionali (zigote, blastula, gastrula ecc), per la fase fetale, per la nascita e culminando poi con la fase adulta.

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