Non abbiamo più il diritto di lottare per continuare a far vivere

Isaiah Haastrup è nato il 18 febbraio 2017 ed ha appena undici mesi. E’ ricoverato al King’s College Hospital di Londra dal giorno della nascita, poiché al momento del parto una prolungata mancanza di ossigeno al cervello ha causato un gravissimo danno cerebrale. Per questo motivo Isaiah è attaccato a una macchina che, grazie alla ventilazione artificiale, gli permette di vivere. I genitori, Takesha Thomas e Lanre Haastrup, passano le loro giornate accanto al piccolo, senza perdersi d’animo, ma con una speranza molto viva che la situazione di Isaiah possa cambiare e migliorare. I medici, però, non la pensano così. Secondo loro il bambino non ha speranze e sono certi nel configurare la ventilazione artificiale come accanimento terapeutico. Accanimento che sarebbe inutile e gravoso, per cui sarebbe opportuno staccare la spina.
Questo caso ricorda molto quello di Charlie Gard. Una guerra tra medici e genitori. Medici che sempre di più risultano essere privi di speranza e che guardano all’immediatezza del risultato piuttosto che al futuro. Tutto, secondo loro, non vale la pena di essere provato. “E’ inutile”. Niente, fino a prova contraria, è inutile. Il medico ha il dovere di provarle tutte, senza dire di no a prescindere come successo nel caso eclatante di Charlie, dove i genitori stessi e un popolo immenso contattato sui social chiedevano a gran voce di trasferire il piccolo in America per provare una nuova cura. Questo è stato negato.

Purtroppo è notizia di qualche giorno fa che l’Alta Corte del Regno Unito, nelle vesti del giudice Mc Donald, ha sentenziato che è “nell’interesse di Isaiah” staccare la spina. Evidentemente per loro la morte è una cosa positiva per il bambino. La mentalità strana della società odierna pensa che la morte sia la soluzione a tutti i problemi. Non a caso infatti ci si batte anche per l’eutanasia senza confini. Sei depresso? Puoi ucciderti, che problema c’è. Questo fatto estremo c’entra molto con il caso di Isaiah e di Charlie perché, vedete, arriveranno a questo piano piano. Prima devono creare i precedenti, ma in modo graduale. Isaiah morirà perché il tribunale aveva come fatto schiacciante, il precedente di Charlie Gard. Con una sentenza hanno deciso una cosa che per Charlie Gard ha impiegato mesi ad arrivare, proprio perché era il primo caso. Più casi ci saranno, più precedenti verranno creati, più i tempi per le sentenze saranno velocissimi e noi potremo fare poco o nulla in quei casi. Ciò è comprovato da una storia che abbiamo raccontato in un precedente articolo e cioè la storia di Ines. Ragazza colpita da arresto cardiaco, data per spacciata da tutti. Vedete come si è partiti da una malformazione genetica (Charlie Gard) e si arriva in tempi neanche troppo lunghi a staccare la spina anche a chi subisce un arresto cardiaco, dal quale, se si ha la fortuna di sopravvivere, ci si può riprendere. Esempio carnale è Caterina Socci, che ho avuto anche io l’onore di conoscere e della quale abbiamo già parlato. 

Ci troviamo in una società che non sa dare risposte e che ha perso ogni speranza. L’ha persa in nome di una “qualità della vita” che, secondo loro, non rispecchia la vita degna. Eppure io vedo tanti malati, tanta gente che ha oggettivamente meno cose di noi che è molto più felice. Siamo sicuri che la felicità dipenda solo dall’essere sani? Essere sani sicuramente aiuta, ma non è tutto davvero. Credeteci, crediamoci, soprattutto quando è il malato stesso a dirlo o che almeno tenta di farlo capire. Non c’è vita senza sofferenza e questa non si risolve con la morte. Bisogna avere speranza fino all’ultimo ed amare fino all’ultimo. Questa è cosa da persone forti, che stanno veramente su un livello alto. Come dico sempre, amare costa fatica. In certi casi può essere un sacrificio enorme. Dovreste essere solo che contenti nel vedere genitori che stanno lì, non si arrendono e perseverano per puro Amore. Invece no, li affossate e gli dite che quello che fanno non serve a niente e che soprattutto non è nell’interesse del bambino.
Invece il vostro nichilismo, la vostra alienazione, ci spiegate a cosa serve se non ad ingannare le persone?
I genitori di Isaiah tenteranno ora, come ultimo tentativo, di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Attendiamo speranzosi, perché la speranza, anche nei casi più avversi, non deve morire mai.

Maria Chiara Prete

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