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“Immacolata contraccezione”: il party blasfemo dei collettivi universitari

 

Comunisti di merda .pngAbbiamo appreso con sgomento che vari collettivi universitari di Bologna, in particolare “LA MALA Educacion, Uni LGBTQ, Rethink- Collettivo di Economia e Link”, all’interno delle strutture universitarie hanno organizzato un party blasfemo, due giorni prima della solennità dell’Immacolata Concezione, dal titolo di “Immacolata Contraccezione”.

Nella locandina vediamo l’immagine dell’Immacolata circondata da preservativi che cadono dal cielo.

Sulla pagina Facebook dell’evento, leggiamo:

Gli esami sono alle porte e hai un’ansia della Madonna? Ci pensiamo noi, mettiamo al bando la verginale santità mariana. E’ arrivato il momento di celebrare l’Immacolata con(trac)cezione con un indecoroso party della Madonna”.

Ed in conclusione:

“Ovviamente nessuno spazio a comportamenti fascisti, razzisti, omolesbotransbifobici, machisti, sessisti e killjoy”.

Siamo indignati e feriti da quest’iniziativa che offende in primis l’Immacolata ma anche i tanti cattolici del nostro Paese e che propina nella società l’idea per cui la contraccezione sia un bene assoluto, quando in realtà non lo é, dato che le pillole liberamente in commercio sono a tutti gli effetti abortive.

Ricordiamo poi che la rete di questi collettivi (in particolare Link) , è stata responsabile della nostra aggressione ad ottobre dello scorso anno all’Università La Sapienza, nonostante la nostra attività di quel giorno fosse autorizzata dall’Ateneo.

Dietro la finzione del “diritto alla libertà di espressione”, è presente invece una violenza ed un’aggressività degna di una dittatura.

Fingono di essere i “combattenti contro l’odio”, ma poi portano avanti le loro “istanze” con insulti, minacce e offese gravi.

Inoltre, è molto grave che per quest’attività blasfema siano utilizzati gli spazi universitari, quando noi, nonostante seguiamo sempre le regole dell’università, ci siamo visti più volte negare l’autorizzazione per le nostre attività di stampo culturale.

Queste “associazioni”, come Uni LGBTQ, ricevono anche dei contributi annuali per le loro attività “culturali”.

Ci chiediamo: sarebbero queste le loro attività “culturali”?

Abbiamo appreso dalla pagina Facebook organizzatori, che fortunatamente la festa è stata annullata.

Chiediamo però comunque l’intervento del Rettore dell’Università di Bologna per far sì che mai più siano organizzate queste iniziative fortemente offensive per la fede cattolica e per tanti studenti, ed indegne di un’università che dovrebbe essere la culla della cultura e non di attività di odio.

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