LA COMUNITA’ DOWN CHIEDE DI ESSERE INSERITA NELLA LISTA DELLE “SPECIE A RISCHIO”

In Islanda, le persone con la sindrome di Down sono state praticamente spazzate via dall’aborto. In Danimarca sono sull’orlo dell’estinzione. Nel Regno Unito il 90% dei genitori che scopre che il bambino nel grembo materno ha la sindrome di Down opta per l’aborto. Negli Stati Uniti il 75% dei bambini a cui è diagnosticata la sindrome di Down vengono abortiti. In Canada ci si avvicina al 90%.

Tutto questo accade nonostante il fatto che la maggior parte delle persone con la Sindrome di Down ha un’alta qualità della vita, smascherando la vuota e maligna scusa di alcuni genitori abortisti per cui l’aborto è “il meglio per il bambino”.

L’aspettativa di vita si è alzata drasticamente: oggigiorno le persone con la Sindrome di Down in media vivono fino a 60 anni e alcuni fino a 70. La loro aspettativa di vita dalla nascita è salita alle stelle di pari passo a come la loro aspettativa di vita prima della nascita è precipitata.

Per questo motivo la Società Canadese della Sindrome di Down (CDSS) sta cercando di veicolare l’attenzione sulla criticità dell’aborto applicato alle persone con la Sindrome Down con una campagna provocatoria : “Sindrome a rischio”. Hanno lanciato una petizione diretta a tutte le persone affette da Sindrome di Down per chiedere di essere inseriti nella lista delle “Specie a rischio”, notando che la comunità Down rientra negli standard dell’ Unione Internazionale per la conservazione della Natura.

La diminuzione della Comunità Down ha portato alla diminuzione dei fondi per i servizi essenziali utili alle persone con Sindrome di Down e la CDSS ha sottolineato questa cosa  attraverso un video con persone vestite da animali a rischio mentre spiegano le loro difficoltà.

I gruppi a difesa degli animali, osserva la CDSS, ricevono il 90% in più di fondi in beneficienza rispetto ai fondi ricevuti dalla Comunità Down nel Nord America, un dato che aiuta il controverso paragone. Il video è già stato visto più di un milione di volte.

“Non stiamo dicendo di essere una comunità di animali” – ha dichiarato il portavoce della CDSS, Ben Tarr, alla CTV – “Noi stiamo semplicemente cercando di far capire tramite tale paragone che quando qualcuno viene inserito nella lista delle “Specie a rischio” riceve tutto il supporto che serve ad aiutarlo a prosperare ed è questo che vogliamo per i nostri figli, per la nostra comunità: la possibilità di prosperare. La campagna ha come punto focale la volontà di sensibilizzare; questa è una comunità che non riceve molta attenzione”.

Tarr parla per esperienza personale: suo figlio di sei anni, Leo, ha dovuto cambiare scuola già tre volte a causa della mancanza di risorse utili. Queste sfide stanno diventando sempre più difficili per la comunità Down ma vengono ignorate dai politici e dai media mainstream. Dopo tutto, discutere della ragione della quasi estinzione delle persone affette da Sindrome di Down nel mondo significa mettere in dubbio la santità dell’aborto, qualcosa che i politici tolleranti e progressisti non possono tollerare.

La verità è che ci sono sempre meno persone con la Sindrome di Down in Canada perchè ne stiamo uccidendo tantissimi. L’aborto, una pratica fisicamente violenta che estrae forzatamente un bimbo che si sta sviluppando dal grembo di sua madre, è utilizzata da coloro che hanno scoperto che il proprio bambino ha la Sindrome di Down cosicché il piccolo viene risucchiato, raschiato o tirato fuori dal grembo materno e scaricato o incenerito come spazzatura. Tant’è vero che in Canada gli attivisti abortisti difendono il diritto all’aborto per le donne in caso il bimbo sia affetto da Sindrome di Down.

La CDSS non può dirlo apertamente, ovviamente. Il loro intento è di scalfire la coscienza dei politici, dei media e della società perciò non possono semplicemente dire che la comunità Down si sta restringendo perché i bambini con la Sindrome di Down sono uccisi in quanto affetti da Sindrome di Down. Questa, però, è la verità e i sorrisi delle bellissime persone nel video della campagna dicono questo: “Sono qui e valgo, anche se tu hai ucciso qualcuno come me perchè pensavi di non poter amare qualcuno come me”.

Fonte: LifeSiteNews

Traduzione di Erika Fancelli

2 pensieri riguardo “LA COMUNITA’ DOWN CHIEDE DI ESSERE INSERITA NELLA LISTA DELLE “SPECIE A RISCHIO”

  1. Mio marito ed io abbiamo avuto il dono di avere , oltre ad altri figli, anche uno, il più piccolo di 5 anni, con la Sindrome dell’Amore. Si così la chiamiamo noi tutti in famiglia… e vogliamo dire a tutti che è regalo Speciale che ha portato tanta gioia tanta semplicita tanta verità nella nostra famiglia!!! Non è affatto vero ciò che vogliono farci credere… che sono un peso, che non sapremo aiutarli, che chissà quale sarà il loro futuro… piuttosto… come sarà il nostro dopo averli uccisi????
    Per chi è in dubbio se abortirlo o n tenerli… teneteli e teneteli stretti perché da loro riceverete solo e sempre Amore , ma quello vero , quell’ Amore Che tanto tutti cerchiamo e di cui abbiamo bisogno loro, i bimbi e giovani con la Sindrome sono capaci di donarlo anche solo con un meraviglioso sorriso o una carezza !!! Scegliamo la vita! Scegliamo la Loro Vita!

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